Programma Musica



12 e 26 ottobre 2009 ore 21



Luis Ferdinand Céline ha definito la sua prosa come continua ricerca di una petit musique. Nei suoi scritti e romanzi il flusso costante si realizza come una vasta e deliberata partitura musicale, all’interno della quale ogni capoverso si presenta come un ‘brano’ molto studiato, con allegro, fortissimo, moderato, e tutto l’insieme deve esser letto come una sorta di confessione biologica traverso il medio della piccola musica. Il suo intento è quello di far afferrare il senso delle parole e in qualche modo farle dimenticare a vantaggio del linguaggio musicale. In questo senso, l’affinità o apparentamento con la fisicità del jazz non è casuale ma un’evidente connivenza, che può passare per il senso o per il suono, vale a dire le assonanze e loro riconoscimenti. In questo modo, nello stesso momento in cui si seguono le storie avvengono pure riconoscimenti profondi, qualcosa che si è già sentito prima, come una memoria di suoni che sono nella lingua, di ritmi e cadenze che portano con sé anche l’intesa e il senso di socialità. E’ allora possibile che la letteratura si liberi dal silenzio della pagina scritta, sollecitando una parentela fantastica con l’ascoltatore, e la scrittura torni ad avere l’aspetto curativo e cerimoniale che ha avuto in passato.

 

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2 novembre 2009 ore 21


A più di vent’anni dall’inizio della sua lunga e intensa storia artistica e di interprete della canzone d’autore italiana, dopo aver inciso con successo 18 album, dopo aver realizzato nel 2007 l’opera civile dedicata alle vittime della strage di Ustica, Ultimo Volo, dopo l’uscita nel ’09 di due nuovi CD: Caffè Caflisch realizzato in coppia con il fraterno amico e cantautore svizzero Linard Bardill e Fra due Isole a suggello dell’importante tour tenuto in Italia con l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio di Zurigo, Pippo Pollina ritorna ad esibirsi in Italia con un concerto intimo e coinvolgente dal titolo Á la carte.
Come nella migliore tradizione del gusto, i commensali potranno scegliere dal menù che verrà loro consegnato ad inizio concerto i brani da assaporare e gustare tratti dall’intero repertorio di Pippo Pollina, lasciandosi trasportare dalla capacità dell’oste di essere ben accuditi. Á la carte è uno spettacolo, sempre diverso, giocato sull’improvvisazione e sull’intimità che si viene a creare di volta in volta tra Pippo e il pubblico.
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un solo lunedì al mese

concerti ore 21


sempre in streaming su www.e-theatre.it

rassegna di musiche irregolari

Sconcerti 2 è una collana composta di schegge varie, diverse per colore e forma luogo dove Compositori/Strumentisti si incontrano per una serie di sette concerti, da novembre a maggio, proponendo brani originali, formazioni inedite, accostamenti atipici, per un confronto sul “ senso” della contemporaneità. La rassegna si pone l'obiettivo di offrire una casa comune a quei progetti nomadi, in bilico tra la forma e il “ caso” che non trovano facilmente spazio nelle manifestazioni culturali, normalmente proposte nella città di Roma. Oggi mentre i tempi accelerano e la percezione vacilla, la musica è presa in contropiede e ha bisogno di piccole oasi. Sconcerti è una rassegna autofinanziata che promette accoglienza. Il tempo della musica vive di memoria altrui, delega ad altri la sua esistenza, fissato in qualsiasi forma diventa altro da sé. Per questo oggi ci si chiede: Ci sono ancora memorie libere per concederci alloggio?

 

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Lunedì 16 novembre 2009

TRIO ANTIMODERNO



Stefano Cogolo flauti traversi
Errico De Fabritiis sassofoni
Gianfranco Tedeschi contrabbasso

Il titolo della serata è un contrasto logico che ben rappresenta i nostri tempi. Esso vuole richiamare da una parte la  “ Ricerca “  intesa come attività del musicista che indaga sistematicamente elementi vecchi e nuovi di conoscenza e di informazione e dall’altra la contrarietà a quel “Modernismo” troppo spesso tendente all’adeguazione/conciliazione delle fasi più avanzate dei movimenti dell’avanguardia. Il programma della serata (ma in realtà di tutta la rassegna) è un tentativo di indagare la “Crisi” dei linguaggi contemporanei.

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Lunedì 21 dicembre 2009


improvvisazioni collettive

Roberto Bellatalla: contrabbasso
Mike Cooper: lap steel guitar, electronics
Cristiano de Fabritiis: batteria, vibrafono
Fabrizio Spera: batteria
Luca Tilli: violoncello
Michael Thieke sax, clarinetto, zither
Luca Venitucci fisarmonica, lap-top

Ciascuna delle due parti, destra e sinistra, del corpo umano: girarsi dall'altro l.;
per estens. anche riferito a cosa: il l. destro della strada, di un palazzo;
più in generale, parte: guardare dal l. opposto
(fig.) ciò che si può osservare di una cosa, aspetto:
il l. comico di una vicenda; da un l., per un l., per un verso, da una parte
(geom.) segmento che unisce due vertici consecutivi di un poligono:
il l. di un triangolo, di un tavolo
(dal Sabatini - Colletti)

Dall'esperienza di IATO, collettivo aperto che da sei anni organizza concerti di musiche improvvisate, sperimentali ed eterodosse a Roma, nasce LATO, ensemble informale di improvvisazione collettiva. La scena capitolina della musica improvvisata è da sempre ricca di energie individuali che non di rado tendono a disperdersi e a non interagire. Il progetto vuole raccoglierne alcune, per convogliarle verso dei possibili modi di espressione unitaria.

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Lunedì 18 gennaio 2010

(etnomofonie immaginabili)
Renato Ciunfrini, Sassofoni - Filippo Giuffrè, Chitarra - Marco Ariano, Percussioni.

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Lunedì 8 febbraio 2010

Maura Guerrera, Voce - Josè Mobilia, percussioni - Stefano Cogolo, flauti, Liuto e Cretese -
Daniele del Monaco, Harmonium.

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Lunedì 22 Febbraio 2010

(al di fuori degli appuntamenti SCONCERTI2)


Giovanni Belia basso elettrico
Domenico Missarelli chitarra
Max Montagnolo sassofono e clarinetto
Daniele Pozzi batteria
Luca Santini flicorno soprano

Il primo suono che si ascolta è il rumore di un’onda che si frange contro la scogliera: ci piace pensare che la musica di Meirelles, affidata alle onde dell’oceano, arrivi  alle nostre coste, e che, al contatto con la terraferma, esploda nella sua complessità di ritmi e di colori.

Il Santini Quintet è una formazione nata dall’incontro di 5 musicisti provenienti da esperienze completamente differenti ma con lo stesso amore per il SAMBA-JAZZ e per le strutture musicali a questo collegate.
“ALTRI PORTI” è infatti un omaggio a J.T. MEIRELLES, il grande compositore e sassofonista brasiliano scomparso nel luglio del 2008, del quale vengono interpretati alcuni dei più importanti brani (e almeno in Italia, altrettanto poco conosciuti), come “SUDESTE”, “BECO DE GUSMAO”, “MANDINGA”, “ULTIMA PAGINA” , “SAMBA-JAZZ”, e ai quali vengono affiancate composizioni di JOBIM  e di TOM HARRELL, (che, a nostro parere, e senza nulla togliere al suo genio, ricalca sovente le progressioni armoniche  di Meirelles - vedi “Angela” e “Samba-Jazz”).
La reinterpretazione in chiave latino di alcuni classici standard completa il concerto.

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3 marzo 2010 ore 21

CANIO LOGUERCIO


Testi di Canio Loguercio con interventi di Sara Ventroni, Gabriele Frasca, Enzo Mansueto, Rosaria Lo Russo, Tommaso Ottonieri, Lello Voce
Musica di Canio Loguercio e Rocco De Rosa
Voci recitanti: Sara Ventroni, Gabriele Frasca, Enzo Mansueto, Rosaria Lo Russo, Tommaso Ottonieri, Lello Voce / Silvana Matarazzo, Peppe Bosone.

La travolgente messa in scena di canzoni d’amore cantate da Canio Loguercio è una “cerimonia” di canzoni appassionate come tante ‘stazioni’ di una via Crucis, di una processione, con le sue litanie, i suoi riti. E’ un racconto di un’improbabile storia d’amore descritta attraverso una sgangherata bio-installazione sonora, una preghiera, una serenata a più voci… un concertino al sangue di ‘love songs’. 
Sangue .  Rosso, intenso, crudo. Dolce. Sangue donato e consumato gratuitamente. Sangue sacro e profano.
Passione. Voluttà e tormento, religioso mistero e concreta carnalità. Pura o impura, mite o feroce, nobile o perversa.Scevra da ogni giudizio etico la Passione che Canio Loguercio trasfonde in poesia incanta e cattura.
La sacra madrelingua delle passioni” – può e sa dire tutto, esprimersi in assoluta libertà, cantare un amore “rapace” con espressioni forti, provocatorie, dissacranti.
La lingua napoletana a cui sacralmente Loguercio si accosta, fagocita il reale verbalizzando erotismo e sentimento.
E  la musica nata da  musicisti quali lo stesso Loguercio e Rocco De Rosa trasforma la poesia in canzoni, crea il ‘ concertino’ con tastiere, percussioni, chitarre, la lancinante tromba di Paolo Fresu e la  fremente voce di Maria Pia De Vito e la roca, ammaliante voce di un artista che è sempre più difficile definire e inquadrare.
Ma l’eco di note e parole arriva anche da lontano, dalla tradizione più vera, da Partenopei indimenticabili che hanno afferrato l’anima di Canio Loguercio e che lui srotola addosso al pubblico. Sul palco  Loguercio, sacerdote laico dell’inconscio collettivo mescola tradizione e innovazione, ritualità e ricerca esasperata, al “limite della perfomance”, appunto. E’ un andirivieni di energia dal pubblico al palco, dall’antichità all’oggi, dal racconto all’emozione, dal dentro al fuori dell’artista e sopra tutto il minimalismo elegante, sobrio, serio dell’architetto, minuzioso certosino costruttore della scena come della parola, con il colori della passione che inesorabilmente avvolge il pubblico con il suo vivo rosso sangue.

www.myspace.com/caniologuercio  /  www.facebook.com/canio.loguercio
orgnz. e uff. stampa Marialuisa Giordano www.retropalco.eu  /  retropalco@alice.it

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Lunedì 29 Marzo 2010

TRIO NAGA

improvvisazioni
(uno nessuno centomila...)

Giuseppe Savino trombone
Giulio Maschio batteria
Errico De Fabritiis sassofoni

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2 aprile 2010 ore 21

POLLI DI ALLEVAMENTO
IL TRIBUTO ROMANO A GIORGIO GABER


Luigi Bellanca (voce, chitarra acustica)
Daniele Spigarelli (tastiere, piano, fisarmonica, chitarre pulite, arrangiamenti)
Fabrizio Bellanca (basso, chitarre distorte, programmazioni)

 

"Grazie, Gaber" è uno spettacolo che ripercorre il meglio del teatro-canzone di Giorgio Gaber e Sandro
Luporini, quel geniale intreccio di monologhi e canzoni che il duo creò e propose per la prima volta nel 1970
e che da allora Gaber portò sulla scena, sempre con grande successo. Si tratta di una retrospettiva degli spettacoli dal '70 al 2000, attraverso i quali l'artista seppe descrivere l'Italia com'era e come sarebbe stata. I contenuti sono più attuali che mai: consumismo e utopia, libertà e impotenza, psicanalisi e condizionamento, sesso e amore, politica e sociale. Ci si interroga sul destino dell'uomo moderno con ironia, malinconia, rabbia e comicità. Lo spettacolo è soprattutto un tributo al più grande cantante-autore-attore italiano, il "filosofo-ignorante" che seppe per primo coniugare leggerezza e impegno, sopra tutto l'ultimo degli uomini liberi: un artista che divertiva e disturbava, smuoveva le coscienze pretendendo partecipazione. Luigi Bellanca interpreta il "Signor G", accompagnato dal vivo da Daniele Spigarelli (tastiere, chitarra, fisarmonica) e Fabrizio Bellanca (basso, chitarra, programmazioni al computer). Il trio compone, dal 2008, i "Polli di Allevamento", ovvero la tribute band romana di Giorgio Gaber.
Precede lo spettacolo un cortometraggio del regista molisano William Mussini, un personale omaggio al
grande "cantattore" scomparso. La nostra vita è arrivata a un punto di stallo, il quotidiano non riesce più a soddisfare la voglia di rinnovamento. È il mondo che gira al contrario o siamo noi stessi a non capirci più un
cazzo? Sulle note di "Timide variazioni" (1978).

I POLLI DI ALLEVAMENTO (GIORGIO GABER TRIBUTE BAND sono la tribute band romana di Giorgio Gaber; essendosi formati nel 2008, prendono il loro nome da un noto spettacolo che proprio quell'anno compiva 30 anni. Sono un trio: musicisti con una lunga esperienza alle spalle, da sempre appassionati e veri esperti di Gaber, si esibiscono attraverso una strumentazione limitata e acustica, ma anche avvalendosi di programmazioni elettroniche, prodotte da loro stessi. Appassionati che già nel 1999, in altre formazioni, portavano in giro per Roma i brani dell'artista, i "Polli" non vogliono "imitare" Gaber (impossibile, per altro), piuttosto accostarsi con umiltà alla sua arte nel tentativo di "rifare" Gaber nei giorni nostri. L'obiettivo è, anche seguendo i consigli dei lettori del loro seguitissimo blog , far conoscere Gaber alle nuove generazioni per il grande cantautore che era; rievocare, per chi invece c'era, le indimenticabili emozioni di un'intera generazione che (lo) ha perso; tentare di ricreare l'atmosfera delle sue canzoni, gli episodi più divertenti come le melodie più struggenti, nonché divulgarne il messaggio, quanto mai attuale.

I Polli di Allevamento sul web:
www.myspace.com/pollidiallevamento  (brani da ascoltare, info, blog, foto, scalette)
www.youtube.com/user/tapiroquai  (tutti i video)

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Lunedì 26 Aprile 2010

G. Franceschetti scultore  
Stefano Cogolo flauti
Giuseppe Lomeo chitarra
Marco Ariano percussioni
Errico De Fabritiis sax
Trasmutazione : cambiamento o alterazione della forma di un corpo, di modo che essa non assomigli più a quello che era prima, il corpo acquisisce un’altra maniera di essere, sia interiore che esteriore: un altro colore, un’altra virtù, un’altra proprietà.

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Lunedì 3 Maggio ore 21:00

Alberto Popolla clarinetti
Stefano Cogolo Flauti
Errico De Fabritiis Sassofoni
Giuseppe Savino Trombone
Cristiano De Fabritiis vibrafono e percussioni
Giuseppe Lomeo chitarra
Gianfranco Tedeschi contrabbasso e composizione

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